Terapie Corporee e Terapie Espressive

L'Io-pelle e L'Io-carne

Il corpo come mezzo di comunicazione

Didier Azieu

L'Io-pelle

"Ho diverse obiezioni da opporre a questa minimizzazione del ruolo della pelle nello sviluppo dello psichismo. Nell'embrione, se non nel neonato, la sensibilità tattile appare la prima ed è là, probabilmente, la conseguenza dello sviluppo dell'ectoderma., fonte neurologica comune della pelle e del cervello. L'evento della nascita apporta al bambino che sta venendo al mondo un'esperienza di massaggio di tutto il corpo e di sfregamento generalizzato della pelle nel corso delle contrazioni materne e dell'espulsione fuori dal condotto vaginale [...] si sa che questi contatti tattili stimolano e mettono in moto le funzioni respiratorie e digestive; in caso di insufficienza, sono sostituite da contatti artificiali (scosse, bagni, impacchi caldi, massaggi manuali). Lo sviluppo delle attività, poi, delle comunicazioni sensoriali attraverso l'udito, la vista, l'olfatto, il gusto, è a sua volta favorito dal modo in cui le persone che gli sono attorno portano il bambino, lo rassicurano stringendo il suo corpo contro il loro, sostenendogli la testa o la colonna vertebrale [...] La pelle, supponendo che non abbia anteriorità cronologica, possiede un primato strutturale su tutti gli altri sensi, almeno per tre motivi. E' il solo senso a ricoprire tutto il corpo. Contiene diversi sensi distinti (calore, dolore, contatto, pressione ...) la cui prossimità fisica comporta la contiguità psichica. Infine, come sottolinea Freud in modo allusivo, toccare è l'unico dei cinque sensi a possedere una struttura riflessiva: il bambino che tocca con il dito le parti del proprio corpo sperimenta le due sensazioni complementari di essere un pezzetto di pelle che tocca e al tempo stesso di essere un pezzetto di pelle che viene toccato. E' sul modello della riflessività tattile che si costruiscono le altre riflessività sensoriali (ascoltarsi, emettere un suono, annusare il proprio odore, guardarsi allo specchio) e poi la riflessività del pensiero."

L'Io-carne

"L'Io non è soltanto un «Io-pelle» ma anche un «Io-carne». La comunicazione che si stabilisce non è solo una relazione da pelle a pelle, ma anche una relazione da carne a carne, dove la muscolatura è al tempo stesso emittente e ricevente.

[...] la pelle non costituisce l'unica interfaccia tra l'Io e il mondo; gli stimoli esterni, contatti e pressioni in particolare, penetrano attraverso l'epidermide e il derma per raggiungere direttamente i tessuti sottostanti. [...] L'Io corporeo non è soltanto una superficie ma un volume, non solo un contenente ma anche un contenuto, uno spazio interiore che emette sensazioni e vissuto nell'immaginario inconscio come la sostanza dell'Io, senza cui la pelle è solo un involucro vuoto.

[...] Tali sensazioni propriocettive sono solitamente inconsce, ma non sono meno costitutive di una rappresentazione, di un'immagine del corpo."

André Lapierre

 

Il corpo come mezzo di comunicazione

Abbiamo del corpo dell'altro solo una visione sincretica, vale a dire un'apprendimento globale e più o meno confuso di un tutto. La traduciamo spontaneamente con un sentimento: egli è contento... è triste... è depresso... è in collera... o con un'intenzione: Egli (o ella) vuole sedurmi... convincermi o dominarmi... mi mente, ecc. E' il suo corpo che lo dice, ancor prima che egli abbia pronunciato una sola parola. Comprendiamo questo linguaggio del corpo senza aver bisogno di identificare e analizzare i molteplici elementi che lo costituiscono. E' in tal senso che Sapir lo definisce come "qualcosa che non è scritto da nessuna parte, che nessuno conosce, ma che tutti comprendono".

Se il linguaggio del corpo è universale è perchè esso si basa su strutture arcaiche, trasmesse di generazione in generazione, iscritte in qualche modo nell'Es. Queste strutture neuro-psicomotorie fanno parte del patrimonio genetico dell'umanità. La specie umana, come qualsiasi altra specie animale, ha i suoi codici gestuali e i suoi rituali di comunicazione. Esiste anche una certa analogia tra i codici gestuali di specie differenti, cosa che permette all'uomo e all'animale di comprendersi nell'espressione dei sentimenti primari.

"Il corpo parla di desideri e di fantasmi, non di realtà obiettiva.

Il corpo non è fatto per l'informazione obiettiva ma per la comunicazione."

A. Lapierre

Quando parliamo di comunicazione in analisi corporea, è per designare lo stabilirsi di una relazione molto profonda, di una divisione di sentimenti a forte carica emozionale, di una unione in uno scambio intimo.

La relazione si limita solitamente a un livello più superficiale, per cui non resta altro che il corpo a esprimere spontaneamente i sentimenti, i desideri e i fantasmi. Come li esprime? Attraverso la postura, la mimica, lo sguardo, il gesto (o l'immobilità), il contatto, la distanza, il ritmo, la respirazione, le tonalità vocali, l'atto e il modo in cui utilizza gli oggetti. Tutti questi messaggi non verbali costituiscono, sembra, i due terzi della relazione. Occorre anche che queste differenti parti del messaggio siano coerenti tra loro perchè il messaggio stesso sia percepito come messaggio globale e senza ambiguità. Tale coerenza viene assicurata dal tono, dalle modulazioni toniche, involontarie generate dalle tensioni psichiche che si trasmettono simultaneamente, a partire dal mesencefalo, a tutte le parti del corpo.

 

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