Simbolismo dei colori

Simboli Associativi e Simboli Emozionali

Cromoterapia, Pensiero e Sentimento: "sentire" il colore

"il colore ha in sé una forza poco studiata, ma enorme,

la quale può esercitare la sua influenza sull'intero corpo umano"

W. Kandinsky

"Poiché davanti al colore noi proviamo qualcosa, dobbiamo trasferire tutta quanta l'osservazione nel campo del nostro sentimento"

R. Steiner

"ci si identifica col colore, il quale accorda in sé, all'unisono, occhio e spirito"

J. W. Goethe

Il concetto di "simbolo" possiede due significati radicalmente diversi ed è quindi necessario distinguere fra simboli che sono primariamente associativi e simboli che sono primariamente emozionali.

L'impiego associativo dei colori, l'associazione di contenuti al colore,  serve: come segno o segnale; come simbolo culturale.

Il simbolo primariamente emozionale invece trova il suo fondamento in un vissuto emozionale; più precisamente, esso è determinato a livello psicofisiologico. Le strutture psichiche di base, altrimenti denominate archetipi, possono essere rappresentate in molti modi: colori, forme, concetti... . Le rappresentazioni delle strutture psichiche costituiscono i simboli emozionali. Quanto più elementare è la rappresentazione, tanto più il simbolo viene vissuto e compreso universalmente.

"Ciò che noi chiamiamo simbolo è un termine, un nome o anche una rappresentazione [nel nostro caso un colore] che può essere familiare nella vita di tutti i giorni e che tuttavia possiede connotati specifici oltre al suo significato ovvio e convenzionale. Esso implica qualcosa di vago, di sconosciuto, di inaccessibile per noi"

C. G. Jung, 1983a, p.21

 

Secondo Jung un simbolo appartiene tanto alla regione del pensiero quanto a quella del sentimento, tanto alla sensazione quanto all'intuizione. Un approccio unicamente intellettuale al simbolo ne svilisce la portata, ne amputa la parte più ampia e più fecondamente in contatto con l'inconscio. Gli studiosi più appassionati del simbolismo cromatico hanno sempre invitato a "sentire" il colore; Goethe come Steiner, Kandinsky come Luscher pongono a fondamento delle loro osservazioni non tanto le misurazioni quantitative, quanto la sensibilità intuitiva, emotiva, estetica di percepire le evocazioni del colore, di cogliere dentro di sé la risonanza emozionale che il colore sollecita.

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